mercoledì 2 febbraio 2011

Allargare il Governo... prima pensiamo agli Italiani


Cari amici del Pensatoio, con disagio apprendo le ultime dichiarazioni del Premier, in cui egli ritiene sia necessario potenziare la compagine di Governo. Questa dichiarazione la si può leggere come un ambigramma: leggendola al contrario significa che bisogna concedere altre poltrone a chi sosterrà l'attuale maggioranza.
Premesso che ero io il primo a dire che tutti dobbiamo essere indulgenti con questo Governo che ha tenuto i conti sotto controllo e che per primo - essendo un lavoratore dello Stato - mi rendo conto di essere un piccolo privilegiato e che quindi devo tacere se mi bloccano lo stipendio per tre anni con tutto ciò che ne consegue.
Ero il primo a dire che la sanità in Abruzzo, dopo anni di Bengodi per tutte le amministrazioni regionali che si sono susseguite, ha bisogno di essere ottimizzata (non falcidiata) e che quindi bisogna essere indulgenti su alcuni tagli che si rendono necessari per raggiungere lo scopo.
Ero il primo a dire che alcuni piccoli privilegi come le pensioni baby dovevano essere riviste perchè il sistema pensionistico italiano era sull'orlo del precipizio.
PERO' cari Amici, del pari voglio gridare che non mi sta bene che la promessa di dimezzare i costi della politica romana non sono stati rispettati e non lo saranno, che coloro i quali ricoprono questi ruoli si sono abbassati gli emolumenti solo del 5% e che nulla è stato toccato per quel che riguarda la logistica che ruota intorno al sistema politco centrale (il vero costo della politica).
ORA non mi sta bene che per accontentare qualcuno che entra nella maggioranza, bisogna addirittura allargare il numero dei ministri: questo, converrete con me, è veramente troppo!!!
ALLORA, siccome è pacifico che almeno il 95% degli Italiani stanno stringendo la cinta (per qulli che ce l'hanno ancora),che i servizi stanno venendo tagliati o rimessi sul groppone degli Enti Locali che fra non molto saranno costretti a recarsi ai Monti di Pietà, che ogni giorno leggiamo di crescente disoccupazione con tutto lo strascico di disperazione e malessere che questa comporta,

FORSE SAREBBE' ALTRETTANTO GIUSTO CHE LA POLITICA, A TUTTI I LIVELLI, FORNISCA UN'IMMAGINE DI RINNOVATA SOBRIETA' E SOLIDARIETA' VERSO IL POPOLO CHE RAPPRESENTA, IN PRIMIS VOTANDO UNA LEGGE COSTITUZIONALE CHE DIMEZZI IL NUMERO DEI PARLAMENTARI, PREVEDENDO PER QUELLI CHE RESTANO IL DIMEZZAMENTO DEGLI EMOLUMENTI, COSI' COME LA RIDUZIONE DEL 50% DELLE AUTO BLU, DEL NUMERO DEI PORTABORSE, DELLE CONSULENZE E DELLE COLLABORAZIONI. INOLTRE DATO CHE LA PREVIDENZA RIGUARDA TUTTI, ELIMINARE OGNI PRIVILEGIO PENSIONISTICO OGGI RICONOSCIUTO AI PARLAMENTARI, ATTESO CHE I PARLAMENTI GODRANNO COMUNQUE DI UNA PENSIONE MAGGIORE, VISTO CHE I VERSAMENTI EFFETTUATI DURANTE IL MANDATO - INDICIZZATI AGLI EMOLUMENTI PERCEPITI - ALZERANNO SICURAMENTE LA QUOTA CONTRIBUTIVA DELLA PENSIONE.

Così facendo, non si risolveranno i problemi che avviluppano la nostra cara Italia, ma sicuramente per i cittadini che al mattino si destano per andare a lavorare, sarà meno dura digerire il pedaggio dell'asse attrezzato, i dieci mesi di attesa necessari per un esame oncologico, il blocco degli stipendi, gli otto anni di media necessari per ottenere giustizia nei processi civili, il costo della benzina in Abruzzo che, grazie agli aumenti resisi necessari per ripianare il bilancio sanitario, costa più che in tutta Europa (Grecia compresa), etc. etc. etc.
Buona vita a tutti.

venerdì 21 gennaio 2011

Povera Regione nostra!


Inizia il 2011 e dopo aver fatto il botto con lo spumante, siamo ripiombati nei problemi che speravamano ci lasciassero insieme con l’anno che se ne appena andato. Purtroppo però non è così, anzi sembra che quello al quale andiamo incontro sia ancor più nero di quello andato.

Neanche il tempo di svuotare la calza della Befana e, come quando ci si risveglia da un sonno rigenerante, i cattivi pensieri tornano ad avvilupparci come una cappa di fumo densa e maleodorante.

L’aumento della benzina (2,5 cent per litro) per actum principis della Regione, altro piccolo balzello da sommare ai vari tagli e taglietti, tutti tesi a rimettere in piedi il servizio sanitario regionale, che da sempre malconcio, ora presenta il suo conto tutto in una volta.

Ma siccome andare a lavorare in macchina, soprattutto per noi residenti in Val Pescara è e deve considerarsi un lusso, ecco allora che ritorna prepotentemente alla ribalta il pedaggio sull’asse attrezzato, altra vergogna che viene osteggiata e combattuta da tutti i nostri rappresentati politici (insieme ai cittadini) ma di cui si percepisce la netta sensazione di ineluttabilità.

Gli aquilani non stanno messi molto meglio, atteso che per strappare un’ulteriore proroga per il pagamento delle imposte e tasse, hanno dovuto quasi improvvisare un golpe al palazzo sede del Consiglio Regionale del capoluogo di Regione, altrimenti sarebbe caduta sulle loro teste una ulteriore bastonata dagli effetti incalcolabili.

Se poi, andando più nel concreto, la disoccupazione – in particolar modo quella giovanile – è in crescita verticale, che le tariffe sui servizi – in primis quello dei trasporti – hanno subito aumenti quasi a due cifre e che nel contempo qualitativamente tendono ad offrire standard non propriamente d’eccellenza, non vi è all’orizzonte un’opera infrastrutturale seria che sia stata riservata all’Abruzzo, allora possiamo avere un quadro – a tinte fosche – di come siamo ridotti.

Ma allora, cari amici, mi direte, sei il solito pessimista catastrofista che come tanti se la prende con gli esponenti della politica regionale e provinciale che scaldano solo la sedia, che pensano solo agli affari loro mentre la nostra “Regione Giardino” si sa trasformando in una latrina.

No Amici, se state interpretando così il mio pensiero, mio malgrado vi devo dire che vi state sbagliando.

Questa volta mi sento di dire che la politica degli Enti locali e della Regione Abruzzo, anche se migliorabile e perfettibile non c’entra. La quasi totalità della responsabilità , a mio avviso sono in chi dovrebbe difendere i nostri interessi nei piani alti della politica romana.

Se escludiamo l’unico uomo che per storia, tradizione e capacità è in grado di tutelare veramente l’Abruzzo a Roma, che non è altri che il mio mito personale, il dott. Gianni Letta, gli altri Onorevoli e Senatori sono come le temperature delle previsioni del tempo: non pervenuti.

Premesso che da buon Doroteo sono consapevole che uomini dello spessore del tanto vituperato Remo Gaspari da Gissi non ne fanno più, sono altrettanto consapevole che i rappresentanti che abbiamo oggi sono ben al di sotto di molti colleghi, soprattutto dei leghisti nelle regioni del Nord, che difendono i loro territori col coltello fra i denti, minacciando di mettere in crisi il Governo se dovessero passare atti normativi invisi ai loro territori. Un esempio per tutti, se ben ricordate, la famosa storia della moratoria ottenuta dai leghisti per il pagamento delle quote latte. Ora prescindiamo dalla legittimità o meno di questo provvedimento che in se non rappresenta il massimo dell’etica politica, ma è un fulgido esempio della difesa delle istanze del territorio e di chi vi lavora con sacrificio ed orgoglio. Sono sicuro che se lo stesso problema si fosse verificato in Abruzzo, non solo avremmo dovuto pagare subito, ma anticipando anche gli interessi.

Purtroppo sia questa legge elettorale, sia il particolare momento storico, tranne rarissime eccezioni, non sono il terreno di cultura più favorevoli per far venire fuori degli statisti abruzzesi di alto profilo, in grado di coniugare conoscenza profonda del territorio con vere capacità politiche, capaci di strappare a Roma una vero programma di infrastrutture o un piano di rientro veramente sostenibile per la sanità.

Nonostante tutto non me la prendo con i nostri parlamentari, atteso che molti di loro non hanno la benché minima conoscenza del territorio e con un sistema elettorale normale, non avrebbero i numeri neanche per essere eletti come consigliere comunali neanche nelle municipalità dove risiedono… quindi che cosa gli vogliamo far difendere! La colpa non è loro ma di questo sistema lontano dalle istanze e necessità della terra che dovrebbero rappresentare.

E allora, rispolverando l’adagio popolare che era meglio quando si stava peggio, giungiamo le mani e preghiamo che nel prossimo futuro, la terra d’Abruzzo partorisca un nuovo Zio Remo, per finire di recitare la parte delle comparse occasionali del palazzo e riprenderci il ruolo che ci spetta: quello di Attori nello scenario politico del medio adriatico e porta d’oriente della Capitale… ops scusate, non me n’ero accorto, stavo pensando alta voce!!!

Buona Vita

domenica 19 dicembre 2010

Lo Statista Fini vuole sfasciare anche la Giunta Regionale Abruzzese


Dopo la batosta incassata il 14 dicembre sia alla Camera sia al Senato, Gianfranco Fini non pago della ignominiosa figuraccia, ora lancia un appello ai suoi pasdaran sul territorio per cercar di far saltare anche i Consigli Regionali.

Ora, cari amici del Pensatoio di Wiliam, dopo aver ottenuto la consapevolezza che costui ha messo in piedi tutta questa farsa a cagione dei suoi livori personali con il Premier Berlusconi, io mi chiedo: quale consiliere regionale, benchè finiano di ferro, possa spingersi a mettere in difficoltà la giunta aquilana che già sta vivendo un momento drammatico di suo, stretto fra il debito della sanità, il terremoto ed una economia stagnante?

Si sa bene che coloro i quali sono passati con Fli, lo hanno fatto con la certezza (che poi si è scontrata contro il "Buldozer Berlusconi" che li ha fatti ridestare violentemente facendoli ritornare alla loro inutile consapevolezza) che nel volgere di qualche mese si sarebbe tornati a votare. Del che con il loro pactum sceleris che accoltellava il Cesare Silvio nella fredda giornata dicembrina dei "lunghi coltelli", si sarebbero bllindati un posto nella lista bloccata di questo nuovo partito fascisto-comunista, garantendosi così l'agoniato salto nel palazzo romano.

E' appena il caso di ribadire che probabilmente saranno le ultime elezioni politiche con questo sistama elettorale scandaloso, fatto di nominati e non di eletti. Con tale sistema, anche chi non ha neanche i voti per essere eletto nell'assemblea condominiale, ha la possibilità di garantirsi un seggio in Parlamento, continuando a ringraziare lo statista Fini che pur di avere disperati accoliti, ben sarà disposto a garantir loro una collocazione alta nella lista elettorale del rispettivo collegio, appena sotto il nome del salvatore "Gianfranco Fini".

Ora, tutto ciò è uno scandalo ma ormai non ci scandalizziamo più di nulla da queste parti.

Dopo aver incassato la figuraccia però, il cercare di far cadere, con lo stesso sistema, anche le giunte regionali mi sembra addirittura grottesco.

Voglio sperare che nell'emiciclo abruzzere, i vari Nasuti e Menna non seguano questa rincorsa al massacro, perchè vorrebbe dire che non hanno a cuore le sorti della nostra martoriata Regione ma solo il loro posticino al caldo - da alzatore di mani - a Montecitorio o a Palazzo Madama.

Non so se siete daccordo con me amici del Pensatoio di Wiliam, ma se ciò dovesse accadere io propongo che alla prossime elezioni politiche dovremo intraprendere inizitive civiche molto forti, perchè non è possibile che chi non ha a cuore la propria Regione (per la quale è stato eletto ed ha cercato ed ottenuto la nostra fiducia), vada a rappresentare l'Abruzzo in Parlamento, pagando un prezzo elevatissimo: gettare il governo locale nel caos e nell'instabilità, in un momento in cui l'Abruzzo attraversa una delle fasi economiche più buie della sua storia.


Buona vita a tutti.

lunedì 20 settembre 2010

CDR da utilizzare presso il Cementificio di Scafa: non lasciamo solo il Dott. D'Ercole


Da mesi ormai si parla di utilizzare presso la cementeria di Scafa il Combustibile da Rifiuti e dal primo giorno della diffusione di questa notizia, il dott. Giampiero D'Ercole, da cittadino e medico di Scafa sta portando avanti un'importante battaglia civica rivolta a fare chiarezza sugli effetti di questa scelta ed innalzare lo sguardo verso i potenziali pericoli che le emissioni prodotte dalla combustione potrebbero comportare.
Invero anch'io mi sono documentato ed a ragion veduta posso asserire che, come in ogni "grosso affare", l'utilizzo dei CDR è ammantato da un velo di ipocrisia, intessuto da studi scientifici non sempre del tutto corretti o completi. Ho avuto modo di leggere che vi sono studi medico-scientifici su base epidemiologica che gridano vendetta sull'uso dei CDR, visto che nel raggio di diversi chilometri dai siti ove tale combustibile viene utilizzato, si è verificato - negli anni - un incremento esponenziale di feti abortivi, malformazioni congenite, nonchè l'aumento di diversi tipi di neoplasie.
Orbene, nel mio piccolo (non sono né un medico nè un epidemiologo) posso però asserire che il Cementificio di Scafa ha avuto nella storia di tutta la Val Pescara un ruolo fondamentale. Intorno ad esso è praticamente nata la comunità scafese e negli anni passati ha garantito benessere e prosperità a molte famiglie direttamente ed all'intera collettività indirettamente. Passi che ora, per la forza lavoro impiegata, esso non rappresenta che una foto sbiadita in bianco e nero di quello che fu, a motivo del fatto che le maestranze impiegate sono divenute negli anni un numero veramente risibile rispetto al passato, ma una cosa è certa: il fatto che esso impieghi trecento persone nell'indotto, non vuol dire che il cementificio sia autoizzato a bruciare tutto ciò che vuole! Sospendere questo progetto, in attesa di avere dati medici certi ed eventualmente bloccarlo definitivamente al minimo dubbio di pericolosità per la salute, non rappresenterebbe certo un reato di lesa maestà.
Il sapere che da anni vengono bruciati resti di pneumatici non ci fa certo felici ed anche quì bisognerebbe capire quale impatto ciò abbia sull'aria che respiriamo, ma adesso, nel rispetto delle esigenze industriali, bisognerebbe sospendere il progetto CDR, reperire quanti più dati possibile e solo dopo averli valutati concretamente con la lente della verità (non quella del profitto) decidere se sarà compatibile o meno con la salute della comunità.
L'Associazione ARIA NOSTRA SCAFA e Giampiero D'Ercole stanno portando avanti una battaglia per la salute di tutti noi. Io personalmente la sostengo e spero che questo mio piccolo contributo possa invogliare tutti gli amici del Pensatoio ad "arruolarsi" per il bene nostro e dei nostri figli.
Buona vita a tutti.

domenica 5 settembre 2010

AUTOVELOX: NON SI PUO’ AVERE LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRIACA!



Cari amici del Pensatoio, nell’estate ormai trascorsa, come ormai accade da anni, anche voi come me sarete rimasti inorriditi dalle notizie sui folli incidenti avvenuti sulle nostre strade ed autostrade.


Abbiamo tutti insieme rabbrividito a vedere mamme investite con il passeggino sulle strisce pedonali, Carabinieri investiti ai posti di controllo, operatori stradali falciati dai tir, ciclisti investiti alle spalle e lasciati morire agonizzanti sul ciglio della strada, motociclisti disarcionati dalle loro moto, etc. Per non parlare delle ormai famose stragi del sabato sera, in cui la media di 3/4 ventenni a settimana muoiono a causa dell’alta velocità e dell’uso/abuso di alcool e sostanze stupefacenti.


Purtroppo, noi Italici, soffriamo della sindrome della doppia personalità: se da una parte proviamo sentimenti di odio e riprovevolezza quando ascoltiamo dell’ultimo pirata della strada che ammazza l’ignaro padre di famiglia che si reca a lavoro (forse perché in quel momento ci immedesimiamo con la vittima e realizziamo che nessuno è immune dal pericolo), per contro proviamo il medesimo sentimento di odio nei confronti di ogni strumento di controllo e repressione alle infrazioni del codice della strada.


Uno degli strumenti più odiati e che più assurge agli onori delle cronache è sicuramente l’autovelox. Questa apparecchiatura “infernale” usata per controllare i potenziali Schumacher al volante e per elevare nei loro confronti sanzioni esemplari (sino al ritiro della patente) è visto con sospetto da tutti, perché ritenuto mezzo per fare cassa da parte dello Stato, delle Provincie e dei Comuni e non un deterrente alle infrazioni.


Otto automobilisti su dieci, incontrando la segnaletica (ormai vistosissima) che preannuncia un autovelox, ha nell’ordine i seguenti pensieri che gli passano per la testa: “fammi rallentare che ci starà qualche figlio di…..”, oppure “si sono rimessi quei ladri del comune per alleggerirmi il portafogli”, oppure “stavolta scendo e lo prendo a calci quel parassita di vigile…” e così andando.


Nessuno pensa mai però che, dall’esperienza autovelox sulle strada statali, vi è stata nelle ore diurne un abbassamento dell’incidentalità di circa il 50 % e che vi sono stati numerosissimi ritiri di patente.


Ora cari amici, dobbiamo decidere, delle due l’una: non si può deprecare chi usa la strada per commettere veri e propri omicidi e ritenere i controlli (che comportano ovviamente sanzioni) un latrocinio autorizzato, altrimenti finiamo per giustificare i primi e non penso che tutti noi vogliamo questo.


Vieppiù che dopo aver ricevuto in notifica il verbale, il secondo passaggio è il ricorso al Giudice di Pace territorialmente competente, il quale, male che va, non addebita le spese. Ma qualora ciò avvenisse, la colpa non è mai dell’utente della strada che è consapevole di aver sbagliato e nonostante tutto chiede giustizia (a suo modo di vedere), se poi il Giudice lo condanna anche alle spese, apriti cielo! Siamo alla congiura ed allo Stato di Polizia.


Sono il primo ad ammettere che qualche volta, sempre per fretta, esagero con l’acceleratore! Capita a tutti a causa dei ritmi e degli impegni della società moderna. Qualora però dovessi incappare in un autovelox, mi renderei conto che quel controllo in cui sono mio malgrado capitato, che mi costerà due giorni di lavoro (sic!), forse sarà utile per educarne altri dieci come me e magari per ritirare la patente a qualcun altro che potenzialmente potrebbe con la sua guida dissennata uccidere un mio amico o un mio caro.


Allora, alla luce di ciò, forse ben vengano tutti i controlli e tutte le sicurezza offerte dalla tecnologia ed un buon lavoro alle forze dell’ordine, che anche se non ne abbiamo una percezione immediata, lavorano per la sicurezza stradale di tutti noi.



Buona Vita a tutti.

sabato 31 luglio 2010

La Provincia di Pescara tiene Testa al Governo: molto bene Guerino, avanti così!


Cari Amici del Pensatoio di Wiliam, finalmente uno sprazzo di vitalità politica in questa calda estate pescarese!
Una bellissima notizia foriera di qualche sollievo per lo nostre tasche, che proviene dalla Provincia di Pescara che ha fatto qualcosa di molto buono per tutti noi cittadini della Valle e soprattutto utenti della strada.
Come sappiamo, un odioso balzello imposto dal Governo Berlusconi manu ministri, prevede che, a far data dal 1° luglio 2010, chi utilizza "l’Autostrada dei Due Parchi" uscendo al casello di Brecciarola-Chieti o Pescara Ovest, utilizzando o meno l’asse attrezzato Chieti –Pescara, è tenuto al versamento della gabella di 1 € (o 2 €per i mezzi pesanti), più gli aumenti scandalosi del pedaggio, già previsti dalla società che gestisce questo tratto autostradale.
Orbene, non sicuramente per merito ma certo non per demerito del mio articolo sull’argomento del 29 giugno u.s., il bravo ed attivo Presidente della Provincia Guerino Testa è insorto contro questa scandalosa gabella che avrebbe rappresentato un salasso per tutti noi che, ogni giorno, utilizziamo l’autostrada, ed ha vinto il primo match contro il Governo. Infatti il TAR del Lazio, intravedendo nei motivi di ricorso il così detto fumus bonis iuris - ovverosia il Giudice, valutati sommariamente i motivi del ricorso, ha intravisto in questi la possibilità che il diritto vantato esista in concreto -, ha sospeso gli effetti del decreto (quindi gli aumenti ed il pedaggio aggiuntivo) in attesa di entrare nel merito ed emettere la sentenza di primo grado.
Fra i motivi di ovvia censura, c’era anche il fatto che chi, come il sottoscritto, prende l’autostrada a Scafa e si ferma a Chieti, non ha motivo di pagare un pedaggio per una percorrenza che non effettua (Chieti-Pescara).
Chiaramente l’ANAS si difenderà dicendo che non potrà allestire un casello per ogni imbocco/sbocco dell’asse attrezzato a motivo del fatto che ciò diverrebbe antieconomico per la società.
Allora, atteso che la telenovela del pedaggio sull’asse attrezzato è appena all’inizio, la mia domanda è: atteso che pagare l'utilizzo dell'asse attrezzato all'uscita dall’autostrada è sin troppo chiaramente un’ingiustizia e visto che mettere i caselli è troppo costoso per l’ANAS, ma continuare come abbiam fatto da trent’anni a questa parte no?

Buona vita a Tutti.

martedì 29 giugno 2010

ASSE ATTREZZATO A PAGAMENTO DAL 1° LUGLIO: E’ proprio inevitabile?


A quanto pare, ci siamo proprio. Dopo affermazioni, smentite e controsmentite che si sono succedute nelle ultime settimane, lo sciagurato balzello è ormai inevitabile.
Dal 1º luglio, infatti, l'asse attrezzato Pescara-Chieti sarà a pagamento, ma solo per chi proviene dall'autostrada o per chi vi si immette… o così dicono!
Un ulteriore balzello che servirà (non si sa a chi o meglio si sa, all’ANAS) per far cassa e magari per lasciare le nostre arterie stradali, soprattutto quelle secondarie, degne di un Paese del Quarto Mondo.

Senza far troppe polemiche, i problemi che voglio analizzare con Voi, cari amici del Pensatoio, sono molteplici. E vi chiedo altresì di commentare questo post al fine di condividere un po’ di idee che potrebbero essere utili anche a chi ha la responsabilità del governo del territorio ma che, a quanto pare, in questo momento, è preso da altro.

1° problema) la scure dei balzelli locali che si riverberano direttamente sui cittadini e, cosa ancor più grave, sui fruitori dei servizi di primissima necessità (la circolazione stradale è appunto uno di questi). Se a livello centrale non si smette di tagliare sul locale, continuando con lo stridente ritornello che recita “non stiamo mettendo le mani nelle tasche dei cittadini”, sicuramente il centrodestra non andrà molto lontano, atteso che dopo le parole, inevitabilmente arrivano i fatti e, com’è evidente a tutti, le tasche vengono toccate eccome!
Dimostrazione palmare di ciò è data dal fatto che dal 1° luglio, tutti i fruitori dell’asse attrezzato cominceranno a pagare il pedaggio, ma a brevissimo anche le imposte locali di ogni sorta subiranno un ritocco al rialzo, atteso che Comuni, Province e Regioni, fortemente penalizzate dalla emananda manovra correttiva, taglia le consulenze, taglia i servizi, taglia i contributi, taglia i finanziamenti, taglia gli Enti Inutili, taglia di qua e taglia di là, dopo aver tagliato il tagliabile ed anche di più, dovranno per forza aumentare le tasse locali o inventarsi nuove forme di prelievo!

2° problema) per tornare all’asse attrezzato. Si dice il pedaggio sarà dovuto solo da parte di chi si immette o entra in autostrada. A parte le difficoltà logistiche di installazione di apparati di prelievo del pedaggio, la mia domanda si potrebbe formulare più o meno così: è mai possibile che non c’è nessun governatore del territorio, a tutti i livelli di vertice, che non veda, come lo vedo io, povero amministratore locale di una piccola comunità, che se si impone il pedaggio in questo modo, la Tiburtina Valeria diverrà un inferno dantesco (uno di quelli più in basso, più vicini a Lucifero, per intenderci) e che quei già pochi che oggi utilizzano l’autostrada per percorrere il tratto che collega le municipalità della Valle alla città capoluogo, ora non la prenderanno più ed il traffico locale diverrà insostenibile (o per meglio dire una vera e propria guerra civile). Amici provate solo ad immaginare il rettilineo di contrada Brecciarola di Chieti nelle ore di punta… ho già i brividi!!!

3° problema) ma è possibile che con Provincia di Pescara, Comune di Pescara e Regione Abruzzo governate dal centrodestra, i paladini dell’asse attrezzato libero da gabelle ingiuste e opprimenti devono essere quelli dell’opposizione??? Amici del PDL, amici dell’UDC, amici di Rialzati Abruzzo etc., guardate che ancora arrivano le ferie, se ci siete battete un colpo!

4° problema) consapevole del fatto che nell’interlocuzione con il Governo centrale noi abruzzesi non abbiamo - da un pezzo - un ruolo di primissimo piano, anche perché, purtroppo, non annoveriamo più fra gli eletti dei nostri collegi, politici del calibro di Remo Gaspari o Nino Sospiri, ma quel che io dico, quanto meno una riflessione sulle conseguenze di questo balzello a livello locale si poteva aprire? e se è stata aperta (voglio sperare) noi poveri cittadini ne vorremmo conoscere i veri esiti, non i soliti fumosi proclami per guadagnare tempo in attesa che la mannaia del boia si abbatta sulle nostre teste.

5° problema) Il PD sta facendo la sua parte. In Abruzzo è all’opposizione nella maggior parte dei tavoli che contano, mentre dove ha conservato lo scettro del comando langue e soffre, quindi protestare è un ruolo che in questo momento gli calza a pennello. Benissimo, buon lavoro, anzi grazie. Ma tutte le associazioni dei consumatori, quelli pronti ad intervenire contro l’ATO, l’ACA, gli Autovelox, disposti a costituirsi parte civile in ogni processo con un minimo di rilievo mediatico… dove sono? E’ proprio in questi momenti che dovrebbero far pesare il loro ruolo, ma forse sono, come gli esponenti del PDL locale, già in ferie!

L’asse attrezzato nacque nella metà degli anni settanta, al sol fine di consentire uno sviluppo più sostenibile ed armonioso dell’area metropolitana fra Chieti e Pescara e per le migliaia di persone che la popolavano. Oggi, invece, la si vuol trasformare in un lusso per gli utenti che tenderanno, in un momento di grave contrazione dei consumi, a spostarsi ancor meno di prima e solo per attendere alle attività indispensabili (lavoro, studio, cure etc), inferendo un grave colpo all’economia di questa parte di Mondo.
A mio modo di vedere, in questo momento, l’ultima cosa di cui sentivamo la necessità.
Agli automobilisti l’ardua sentenza!

Buona vita a tutti.

sabato 5 giugno 2010

ANCORA TAGLI: FACCIAMO UNA COSA, TAGLIAMO DIRETTAMENTE I COMUNI!



Forse è giunta l’ora di aprire una riflessione che non sia ammantata della solita ipocrisia.
Giustissimo tutto: dobbiamo tagliare gli Enti inutili e le spese inutili. Siamo tutti d’accordo, io in primis!
Allora tagliamo tutti i rami secchi che non servono: Comunità Montane, Enti strumentali assolutamente di dubbia utilità, le Provincie (tutte, dalla più piccola alla più grande) con una bella legge di revisione costituzionale e, soprattutto, diamo gli enti tecnici in mano ai tecnici e non facciamoli diventare il solito strapuntino per politici senza un voto, trombati alle ultime elezioni (ASL varie, Aziende dei Trasporti varii, Enti idrici vari, e compagnia cantante!).
Sin qui un tripudio di consensi, solo che non si fa e non si sa il perché (o almeno si sa ma non si dice!).
Però, ciò detto, togliamo questa coltre di ipocrisia sugli Enti che restano.
La modifica del titolo V della Costituzione ha introdotto il principio della sussidiarietà, cioè quello in base al quale le funzioni essenziali per i cittadini debbono essere elargite dall’Ente ad essi più vicino, se non può essere meglio espletato da un Ente gerarchicamente sovraordinato . Ciò val quanto dire, per il 90% dai Comuni!
E allora, perché non la smettiamo di tagliare tutto a tutti, lasciare in piedi enti inutili, come le Comunità Montane o le Provincie e poi azzeriamo o rendiamo ridicoli i trasferimenti vitali per far sorreggere i Comuni (e soprattutto i loro servizi essenziali).
Perché continuiamo a tagliare i compensi agli Amministratori trattandoli tutti alla stessa stregua, tanto al Sindaco di Roma, tanto al Sindaco dell’ultimo Municipio Sardo?
Si perché nei piccoli Enti, gli Amministratori - tranne i casi di mala amministrazione che deve essere perseguita e punita esemplarmente - debbono essere in primis eletti, profondere il loro lavoro, il loro impegno quotidiano, il loro tempo libero per risolvere il problemi praticamente per puro volontariato, con la differenza che il volontariato, generalmente, non comporta responsabilità civili e penali!!
Io parto da un principio che sarà inviso a molti (all’inizio) ma se si segue un ragionamento logico si vedrà che così non è.
Nei piccoli Comuni (e ciò non vuol sempre dire piccoli problemi da risolvere) si continua, il 10% alla volta, a tagliare le indennità a Sindaci ed assessori che sono arrivate ad essere ridicole (io sono un vicesindaco che percepisce circa 60,00 euro al mese).
Con l’ultima sforbiciata, anche un consigliere provinciale lavoratore, arriverà a percepire, al massimo, trecento euro al mese (un Consigliere provinciale diligente che si vuole rendere utile al suo territorio, dovrebbe partecipare alle commissioni consiliari tutti i giorni, per diverse ore al giorno).
II Presidente e gli assessori delle Comunità Montane non percepiscono indennità, quindi debbono profondere impegno e professionalità (chiaramente chi ce l’ha), assumendosi responsabilità civili, penali ed amministrative che gravano sul loro incarico praticamente a gratis.
Così abbiamo tagliato i costi della politica e pian piano otterremo che siccome stiamo arrivando al ridicolo la politica la farà solo chi non hanno niente di meglio da fare o i delinquenti che la utilizzeranno per crearsi fonti di entrata poco chiare!
Ah, attenzione! Senza indennità, il politico ad honorem, si recherà presso questi consessi quando avrà tempo, a sue spese, lasciando gli Enti in mano ai dipendenti dell’Ente, che già (grazie alla legge Bassanini) se ne sentono i padroni assoluti, ma pian piano lo diverranno veramente.
Mi spiegate come in un Comune medio piccolo, si parla solo del fatto che le indennità di un Sindaco che si aggirano intorno a 1.000 euro sono una vergogna mentre che un segretario comunale (figura che deve essere per forza presente nei Comuni)percepisca, sia con la pioggia, sia col vento, sia che lavori sia che non lavori, circa 3.000 euro netti al mese più prebende varie (a carico del Comune), senza timbrare il cartellino e con 45 giorni di ferie all'anno, più malattie, cure termali, buoni pasto e permessi varii, non ne parla nessuno!
Ma secondo Voi, se si continua così, con l’ipocrisia anti casta rivolta con lo stesso tenore, sia al Sottosegretario, sia all’assessore all’urbanistica del piccolo Comune di Tal dei Tali, quale persona valevole, quale professionista di un certo livello, quale dipendente (pubblico o privato) con certe capacità, metterà le sue doti a disposizione della cittadinanza per risolvere i problemi di tutti i giorni delle persone che vivono il territorio, per organizzare iniziative utili, per creare sviluppo territoriale, con indennità che rasentano il ridicolo e non bastano neanche per la benzina???
Si vero, l’amministratore lo devi fare per passione, giusto! Sono il primo a dirlo, non lo si fa per soldi, assolutamente! Ma non è neanche possibile che si mettano a repentaglio carriere professionali ed equilibri familiari (la politica comporta l’investimento di tantissimo tempo durante tutto l’arco della settimana) per indennità che non coprono neanche i caffè per le interminabili riunioni di giunta, quando la legge prevede segretari comunali, direttori generali e dirigenti che percepiscono compensi da capogiro e se vogliono hanno anche il potere di bloccare l’azione amministrativa del fesso di turno che si immola per fare qualcosa di buono…, e se il burocrate ostracizzasse l’amministratore eroe di turno e costui lo mettesse con la scrivania nel corridoio, rischierebbe anche un’incriminazione per mobbing!
Quindi, dirò una cosa sulla quale i più saranno in disaccordo:o li tagliamo tutti gli enti locali, accorpiamoli, cancelliamoli, mettiamoli in mano ai burocrati dipendenti dello Stato (che chiaramente per farlo dovranno (loro sì) percepire emolumenti giusti ed intoccabili, oppure basta con questa ipocrisia! Chi lavora per il bene comune non deve arricchirsi, ma basta con le elemosine anticasta e con lo strozzare i piccoli Comuni per fare cassa!
P.S. alla politica Romana: non fate l’errore di ridarci le preferenze alle elezioni politiche, che poi ve lo facciamo vedere noi chi deve andare a lavorare!!!
Buona vita a tutti.

giovedì 29 aprile 2010

25 Aprile Festa della Liberazione: e se i veri fascisti fossero loro...



La ricorrenza del 25 aprile, Festa della Liberazione, si è trasformata ormai, da almeno tre lustri, in una manifestazione squadrista e violenta contro le istituzioni e contro il governo e/o le amministrazioni locali di centro destra.
In nome dell’antifascismo, si attaccano Berlusconi, i suoi uomini e possibilmente anche le sue donne, come è accaduto a Roma e a Milano, dove sono state aggredite, verbalmente ed anche fisicamente le signore che fanno parte del suo schieramento: Renata Polverini a Roma e Letizia Moratti a Milano.
Tralasciando lo squallore e l'oltraggio che tali condotte inferiscono ad una ricorrenza così importate per il nostro Paese, vorrei condividere con Voi una riflessione.
A mio modesto modo di vedere, siccome ad un ritorno al fascismo non crede (per fortuna) più nessuno perchè sarebbe impossibile, antistorico ed anche perchè, diciamocela tutta, noi italiani viviamo in uno Stato libero e moderno dove le libertà sono promosse e protette a tutti i livelli, mi viene da riflettere sul fatto che i veri fascisti siano loro. Voi mi chiederete, ma loro chi? Secondo me, i veri fascisti non sono Berlusconi, Fini, la Polverini o la Moratti o qualsiasi altro dittatore Belzebù reo di essere di centro destra o semplicemente di votarlo, bensì quei giovanissimi facinorosi che attaccatti ad un drappo rosso con su impressa una falce ed un martello, non perdono occasione per fomentare odio e violenza, ammantandosi dietro una resistenza al regime che loro non hanno neanche vissuto (e se tanto mi da tanto neanche studiato o semplicemente letto).
Toccante è stata una scena vista a Roma, in cui un anziano che la resistenza l'ha fatta veramente (non solo sentita al centro sociale), il quale con l'unico fil di voce che gli era rimasto in gola, cercava di riportare la calma e placare i facinorosi che stavano lanciando oggetti e uova sul palco intonando (o meglio stonando) la famosa canzone "Bella ciao". Quell'anziano che gridava e si disperava, cercando di dire "smettetela, è sbagliato, state sbagliando", riflette proprio il senso di una generazione che ha dato la vita per renderci liberi ed ora vede calpestare il loro sacrificio da individui che non ne capiscono neanche il significato!
Allora cari amici, io penso che costoro ed i loro (seppur sparuto) seguito siano individui da isolare e condannare con severità, atteso che il fascismo è stata e rimane una pagina tristissima della nostra storia, senza appello! ma questi atteggiamenti, seppur ammantati da una bandiera rossa, sono la vivida dimostrazione che l'odio vesto lo Stato, i conati anarchici, la violenza contro i simboli delle istituzioni, oggi non si possono declinare con l'aggettivo Fascista, ma sono sempre qualcosa che gli si avvicina molto e rappresentano, questi si, un pericolo per la nostra democrazia e per la nosta libertà.
Buona Vita a Tutti.

domenica 11 aprile 2010

La Lega Nord dilaga nei consensi anche nel centro del Paese: e se avessero ragione loro ...


Le ultime elezioni Regionali, dati alla mano, hanno sancito in maniera incontrovertibile un successo straordinario di consensi per il Partito della Lega Nord. Il Carroccio, non solo si è imposto prepotentemente nelle sue Regioni storiche (Lombardia e Veneto) ma ha contaminato in maniera determinante anche altre Regioni del nord tendenzialmente non di centrodestra come il Piemonte in cui la candidata Mercedes Bresso partiva favorita nei confronti dell’outsider Roberto Cota.
Ma il fenomeno più eclatante, sta nel fatto che anche nelle Regioni tradizionalmente più vicine alla sinistra come la Toscana, l’Umbria e le Marche, la Lega ha cominciato ad affermarsi con percentuali sino a qualche anno fa impensabili.
Quando Umberto Bossi fondò il partito che promuoveva la secessione da “Roma ladrona”, nessuno avrebbe mai potuto precoizzare che nel centro Italia, in Regioni come il nostro Abruzzo, il suo partito profondamente connotato con la parte più settentrionale del Paese, cominciasse ad avere simpatizzanti ed addirittura fieri candidati.
Nei primi anni novanta, quelli della nascita e crescita della politica leghista, ero un giovane Finanziere in quel di Como, e ho assistito interessato a qualche comizio elettorale di questo movimento che nel comasco, così come nella bassa bergamasca e nel lecchese, riusciva a radunare folle oceaniche in città così come in provincia.
Osservavo stupito l’eterogenea platea di uditori, da quelli in grisaglia impiegatizia ad agricoltori muniti di forca e cappello da vichingo, che applaudivano con vigore le colorite sortite di Umberto Bossi, contro l’Italia in mano ai burocrati romani ed ai politici meridionali che succhiavano tutte le risorse prodotte in Lombardia da vigorosi lavoratori nordisti che “ce l’avevano duro!”.
Ne è passato di tempo da allora, ed anche la Lega è cambiata molto, e devo dire si è parecchio affinata sia nella classe dirigente, sia nel lessico politico.
Ora è per la terza volta al Governo, conta nelle sue fila Ministri molto capaci ed apprezzati e da pochi giorni anche Presidenti di Regione che, ne sono intimamente persuaso, sapranno distinguersi per operosità e capacità.
In tempi in cui si parla tanto di disaffezione dei giovani alla politica, di distacco fra cittadini e palazzo, dobbiamo sicuramente ammettere che la Lega Nord è stato l’unico movimento in grado, nel mare magnum delle ipocrisie politiche che hanno preceduto il voto e che continuano ad imperversare nel nostro Paese, ad invertire la tendenza. Invero è stato l’unico movimento capace di avvicinare, grazie anche ai suoi organizzatissimi movimenti giovanili sul territorio, le persone oltre che alle urne, anche alla militanza politica attiva.
Penso di aver capito la loro formula vincente, che è tanto chiara quanto ovvia. Da amministratore locale di una piccola comunità, non mi è stato difficile capire perché la loro gente è tanto innamorata dei leghisti e li difende a spada tratta. Non è sicuramente per amore della secessione o per odio contro Roma (frasi che ormai rappresentano solo la litania quotidiana che Di Pietro e Bersani continuano a recitare, invece di intonare il requiem ai loro rispettivi partiti), ma perché i leghisti sono gli unici a fare veramente difesa, promozione e contatto reale con i loro territori e con la loro gente.
Parola come parrocchia, oratorio, sezione, piazza, sono rimasti nel lessico dei partiti italiani solo come un vecchio spot, un vecchio slogan da rispolverare alla bisogna, ma nessuno dei leaders sia del PdL, sia del PD, non li rivede da un pezzo, se non in campagna elettorale.
Invece quelli del Carroccio no! Scappano appena possono dal Palazzo, per stare in mezzo alla gente, per sentire i loro bisogni, per approntare comizi che si fanno interpreti delle aspettative, delle richieste , ma anche delle paure e delle ansie delle persone che hanno sempre più timore dell’assalto di stranieri violenti e spregiudicati.
Chiudendo per un attimo i battenti della fiera dell’ipocrisia, sempre molto affollata e ben frequentata da persone di estrazione “progressista”, diciamoci con chiarezza, una volta per tutte che il popolo leghista è xenofobo. Ma diciamoci, una volta per tutte anche il perché! Xenofobia deriva dal greco e vuol dire paura del diverso, quindi non vuol dire razzista, ed in questa accezione, per i tempi che stiamo vivendo, penso che non lo è solo chi vive nel mondo delle fiabe, visto che di stranieri violenti e spregiudicati, che non hanno nulla da perdere, è piena tutta l’Italia e solo chi non vuol vedere non vede!
Il progressismo imperante, ha portato anche ad ammettere nel nostro Paese un farmaco che consente di poter abortire ingerendo due semplicissime pillole, facendo passare il messaggio che si tratti di un farmaco sicuro ed innocuo.
Non è un caso che l’ultimo conato in difesa della vita l’abbiano avuto i neo Presidenti delle Regioni Piemonte (Cota) e Veneto (Zaia) che, anche se non possono impedire la vendita della pillola killer RU486, sono stati gli unici a sollevare quantomeno un vespaio sul suo uso assistito, aprendo una riflessione etica sulla gravità dell’aborto e sul fatto che abortire non è proprio la stessa cosa che assumere un’aspirina. Per il resto è tutto puro populismo… sono d’accordo! Però dobbiamo ammettere che gli unici ad alzare il livello di discussione sui rischi e le problematiche sul farmaco abortivo sono stati due leghisti: quindi non l’UDC (gravissimo), né peggio ancora l’area cattolica del PdL nella quale anch’io mi riconosco.
Anche i Vescovi ormai, avendo perso ogni punto di riferimento, almeno su questo argomento hanno trovato sponda in un partito che – è evidente – cerca di colmare quell’area ormai scoperta dell’elettorato cattolico praticante che trova in altri partiti solo dichiarazioni di intenti ma, quando si tratta di difendere la vita, latitano!
Allora, da questo mio breve articolo, cari amici, giungo ad una logica quanto scontata conclusione: hanno ragione loro, attualmente sono gli unici che incarnano uno stile politico che piace e che coinvolge, gli unici che non si rinchiudono nel palazzo ma stanno fra la gente ed interpretano la “pancia” del Popolo e, arrivati a questo punto, non solo quello Padano.
Spero che la mia area politica si desti dal torpore delle vittorie, quelle meritate e quelle meno, e cominci a prendere a modello il pragmatismo della Lega, in maniera tale da cominciare a dare risposte vere e concrete ai loro elettori. Staremo a vedere. Ad majora.

Buona vita a tutti.